Geoportale della Cultura Alimentare

Tecnologia e innovazione per il patrimonio demoetnoantropologico italiano

Nuovo modello narrativo

video narrazioni di non più di tre minuti di durata

Dieta Mediterranea

Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità

Banche dati

diverse per tipologia e profondità

Patrimoni digitali

provenienti dalle Regioni italiane

Video di micro-narrazione

a partire dai testimoni-narratori

 

L'idea della realizzazione di un Geoportale interamente dedicato alla cultura alimentare nasce da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dalla necessità di dare concretezza alle ragioni che hanno consentito il 16 novembre 2010 a Nairobi la proclamazione della Dieta Mediterranea, Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, candidatura allora condivisa dall’Italia con Spagna, Grecia e Marocco.

Il Geoportale della Cultura Alimentare è, dunque, il risultato di una ricerca condotta dall'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per e con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al fine di sperimentare un percorso di analisi critica e di catalogazione innovativa dei dati di cultura popolare con particolare riferimento alla tematica del cibo. Dal 2016 è in corso una collaborazione con le Regioni – prima ad aderire il Friuli-Venezia Giulia – per ampliare la base degli archivi digitali sottostanti il Geoportale.

9
Database
10657
Schede censite
960
Documenti multimediali
5867
Elementi
geo-localizzati

Il geoportale

Il Portale consente a banche dati diverse per tipologia e profondità di informazione di dialogare all'interno di una stessa piattaforma. Le banche dati sono costituite da schede di beni materiali, da fotografie, da video e da audio che descrivono con puntualità e dettaglio il singolo bene, bene che nel caso del patrimonio etno-antropologico si estende anche ad intere comunità. Le banche dati trovano, in questa sperimentazione, la possibilità di collegarsi organicamente con le altre, conservando da un lato l'originale autonomia, dall'altro trovando le ragioni collettive per assumere una nuova e più estesa identità scientifica.

Accanto a questo lavoro, volto a ridare nuova vita a dati che non sempre, se analizzati da soli, riescono ad esprimere la loro potenzialità contenutistica e relazionale, una autentica innovazione sta nella sperimentazione di campo volta a verificare un modello di narrazione oggi sempre più richiesto dal mondo della cultura e dell’economia. I primi risultati acquisiti integrano l’indispensabile lavoro di schedatura a cui il Ministero deve istituzionalmente attendere al fine di individuare, catalogare, archiviare e valorizzare i saperi di cultura popolare, con video narrazioni di non più di tre minuti di durata. Il video, con alcuni semplici accorgimenti multimediali, riesce a consegnarci una complessa e articolata narrazione del bene culturale, contenente fondamentali informazioni che servono a definirne la geoterritorialità e i dati che, a partire dal testimone-narratore, diventano dati di struttura. A questo si aggiungono i patrimoni digitali provenienti dalle Regioni italiane.

Integrazione di fonti diverse

Presentazione unificata

Un unico portale per interrogare contemporaneamente diverse fonti informative normalmente isolate e non integrate tra loro, offrendo maggiore visibilità e innovative potenzialità di uso dei singoli archivi.

Esplorazione su mappa geografica.

Geolocalizzazione

Contenuti e risultati delle ricerche presentati in modalità GIS su mappe OpenStreetMaps, svelando le peculiarità e i legami locali tipici della diversità territoriale Italiana.

Navigazione per legami tematici

Mappe concettuali

I contenuti sono navigabili tramite mappe concettuali dinamiche, che consentono di individuare relazioni nuove e non scontate tra i diversi archivi, rivelando collegamenti precedentemente invisibili.