Feste popolari
Processione della Beata Vergine Incoronata
La processione in onore della Beata Vergine Incoronata, compatrona dal 1933 della città di Varallo, è descritta in una memoria scritta del 1871 di Leone Bronzo, confratello della Confraternita del SS. Sacramento. “L’organizzazione della giornata era gestita interamente dalla Confraternita della SS. Sacramento ed incominciava già dalla mattina del lunedì di Pentecoste in cui si celebravano varie messe e si cantava l’ufficio. […] Appena cantato l’introito, la Confraternita si recava insieme al cappellano alla chiesa di San Giacomo per accompagnare l’offerta; durante la processione il priore portava la croce maggiore assistito da due ex-priori mentre altri quattro ex-priori seguivano con i candelabri. La processione ritornava poi in San Gaudenzio intonando le litanie dei santi ed il priore giunto in Collegiata disponeva due confratelli a sgombrare il passo fino alla cappella della Madonna Incoronata in modo da permettere il bacio della reliquia e la consegna dell’offerta che il priore badava subito di ritirare in un posto sicuro. Finita la messa, il simulacro della Vergine veniva estratto dal priore, dal cappellano e da uno dei parroci e posto sulla mensa dell’altare per permettere il bacio dei fedeli. […] Mezz’ora dopo il suono della campana che annunciava l’inizio della processione, il clero si sistemava davanti al simulacro cantando l’antifona Regina Coeli e avviando la processione verso la chiesa di San Giacomo. Il trono veniva portato da sei confratelli designati dal priore con l’assistenza attorno ad esso di quattro ex-priori. La processione prevedeva tre tappe: San Rocco, la piazza ed a capo del ponte di San Giacomo sia all’andata che al ritorno aggiungendo però nel tragitto contrario anche una tappa nella chiesa di Santa Marta. […] Giunta alla chiesa di San Giacomo la processione si fermava e, una volta posto su un tavolo prospiciente la porta maggiore il trono con il suo simulacro, la custodia passava nelle mani della Confraternita della SS. Trinità che vi accendeva intorno quattro grandi candelabri. Lì, davanti alla chiesa, i fedeli che seguivano la processione avevano la possibilità di baciare la statua della Vergine Incoronata prima che questa ripartisse per tornare in San Gaudenzio […]. Finito il vespro, dopo il canto del Regina Coeli, la processione ritornava alla chiesa parrocchiale ed una volta in chiesa, il simulacro veniva ricollocato sulla mensa dell’altare; dopo la benedizione col SS. Sacramento, la statua veniva posta sull’altare della cappella permettando così ai fedeli di continuare il bacio alla Madonna fino a notte. (Capone, 2005-2006, pp. 43-45).
Oggi le celebrazioni iniziano la domenica antecedente il lunedì di Pentecoste: durante la messa serale la statua della Vergine viene estratta dalla sua nicchia dove rimarrà esposta nella Collegiata per un settimana, “ovvero fino alla domenica successiva, data in cui viene ricollocata nella sua cappella sempre in concomitanza della messa serale. La giornata di lunedì si presenta così articolata: alle ore 10.30 del mattino vi è l’accoglienza delle associazioni e degli oratori di Varallo e della Valsesia e dei parroci giunto per l’occasione. Alle ore 11 c’è la messa presieduta o da un vescovo, qualora sia presente, o da un prelato legato a Varallo ed alla fine della celebrazione c’è il pranzo per i sacerdoti e le autorità presenti. Nel primo pomeriggio, tra le ore 15 e le ore 15.30 ha inizio la processione. I vari partecipanti seguono un ordine ben preciso: la croce portata da un confratello del SS. Sacramento, i fedeli, le suore delle diverse congregazioni, le donne in costume valse siano, la banda musicale, i ragazzi, i giovani e il gruppo scout, il coro dei ragazzi e delle ragazze che allietano le messe domenicali delle ore 11, la corale liturgica di San Gaudenzio, i bambini della prima comunione, le priore della Collegiata, la statua della Madonna Incoronata (scortata ai lati da due carabinieri in divisa), le confraternite del SS. Sacramento e della SS. Trinità, i sacerdoti, le autorità civili (sindaco, comandate della stazione dei carabinieri, vigili), ancora fedeli.
La processione esce così composta dal portone centrale e discendendo dal retro della chiesa, che dà su piazza San Gaudenzio, giunge in via Giacobini da cui inizia il percorso per le vie del paese. Percorre poi corso Umberto I, piazza Calderini, via Osella, attraversa il ponte Antonini e giunge ala chiesa di San Giacomo dove avviene la prima sosta che prevede un momento di preghiera. La tradizione vuole che , all’andata, il simulacro sia portato fino al centro del ponte Antonini dalla Confraterita del SS. Sacramento e che lì venga affidato alla Confraternita della SS. Trinità che lo porterà in corteo per tutta la zona vecchia di Varallo. Da San Giacomo, infatti, la processione continua in via Mario Tancredi Rossi, via D’Adda, via Scoragnini fino a raggiungere nuovamente il centro del ponte dove avviene una seconda il cambio di Confraternita nel trasporto della statua. Da qui il corteo procede per piazza Ravelli, piazza G. Ferrari, via Calderini, via Gippa, via Pastore rientrando sempre dal portone centrale nella Collegiata, già gremita di fedeli. […] Una volta tornata in Collegiata la statua viene riposta ai piedi dell’altare e lì lasciata tutta una settimana per l’adorazione e il bacio dei devoti. Il rito si conclude con la benedizione solenne ed il canto Regina Incoronata. All’uscita della chiesa, in via Giacobini, vengono offerti dalla priora dell’Incoronata due rinfreschi, rispettivamente per la banda musicale e per le confraternite e le priore.
Il mercoledì o il giovedì della settimana in cui la statua rimane esposta, vi è la tradizione […] della processione del fiore alla Madonna in cui i bambini del paese sfilano per le vie della città con in mano un fiore. Il percorso parte dalla chiesa della Madonna delle Grazie e, passando per le vie del centro, giunge alla Collegiata, dove i bambini depongono ai piedi della statua il loro fiore in omaggio alla Vergine” (Capone, 2005-2006, pp. 46-49).