Feste popolari
Sagra del Polentone
La manifestazione, ha origine subito dopo la seconda guerra mondiale, acquisendo negli ultimi anni una crescente connotazione di rievocazione storica, che fa da cornice alla tradizionale distribuzione di polenta.
Sagra caratteristica in diversi centri della Langa, il polentone potrebbe discendere dalle antiche distribuzioni di fave e lenticchie, sostituendo questi prodotti con la farina di granoturco. Rappresentava in passato un momento di socializzazione della popolazione in occasione dell’arrivo in paese dei calderai (magnin), lavoratori stagionali che stagnavano paioli e pentole.
In piazza la viene cotta, in un grande paiolo di rame, la polenta di 700 kg, condita con sugo di funghi e salciccia, e abbinata alla frittata di cipolle, cucinata con 300 uova.
Oggi la festa prende il via al sabato sera con la “Serata magica nel borgo antico”.
Le vie del paese, illuminate dalla luce delle torce, sono animate dai calderai negli accampamenti popolani, briganti, amanuense, artisti di strada, artigiani, guardie dal castellano, musici, che ricreano l’ambiente medievale. Nelle osterie si possono degustare piatti della cucina contadina e nelle botteghe del vino, aperte sino a tarda sera, sono serviti vini locali da sorseggiare nei tipici bicchieri-ricordo.
Domenica la giornata inizia alle ore 11,30 con la lettura sulla pubblica piazza dell'editto annunciate l'inasprimento delle tasse e dei dazi.
Il programma del pomeriggio segue un preciso protocollo che inizia alle 14.30 e si conclude tre ore dopo:
- Un gruppo di calderai stremati dalla fatica e dalla fame giunge in paese e chiede ospitalità al capo del popolo. Questi, spiegata la difficile situazione in cui versa il paese, decide comunque di chiedere di sfamare il gruppo.
- Il castellano ordina alle guardie di lasciare entrare il capo del popolo, dopodiché gli viene consegnata la farina di granoturco per sfamare con un enorme polenta non solo i calderai, ma tutti gli abitanti e i passanti. Il capo del popolo invita allora il castellano a visitare di persona i suoi sudditi e la sommossa popolare si placa.
- I Signori e tutto il loro seguito escono dal castello e sfilando per la via Maestra si recano sulla pubblica piazza.
- ll castellano ordina l'inizio della cottura della polenta ai cuochi di corte.
- Per le vie del paese comincia una grande festa in onore del castellano, con esibizione di maghi, giocolieri, musici, sbandieratori;
- Il castellano nomina due nuovi membri della confraternita "J'amis del polentone ed Bube" quali custodi nel tempo a venire dei valori di questo grande giorno. Ai nuovi membri viene consegnata una pergamena e un "Paiolino di rame" oltre alla caratteristica cappa color porpora con un distintivo a forma di scudo in stoffa bianca dipinta a mano che ogni anno tutti i confratelli devono indossare nella sfilata storica.
- Il Signore ordina lo scodellamento e la distribuzione del polentone. Questi viene scodellato su un grande tagliere sollevato per tre volte dalla schiera dei cuochi della Pro Loco e, dopo la benedizione, inizia la distribuzione al pubblico.
- ll Signore ordina che le tasse e i dazi siano nuovamente ridotti e che la festa sia ripetuta ogni anno. Poi, col suo seguito, rientra nel castello.
Da diversi anni la polenta viene servita in caratteristici piatti-ricordo in ceramica dipinta a mano, diventati oggetti da collezione.