Saperi e tecniche
Saperi sulla preparazione dei fichi secchi ripieni "chiacòni"
La campagna di Turi in passato è stata dominata dai mandorleti, successivamente sostituiti dalle coltivazioni della ciliegia "ferrovia". Nel mese di agosto, le strade del centro abitato erano disseminate di mandorle fresche stese ad essiccare, per poi essere consumate, conservate o usate per preparazioni dolciarie. Con la mandorla venivano e ancora oggi vengono preparati i "chiacòni": fichi secchi cotti al forno e farciti con una mandorla intera. Venivano conservati, uno sopra l'altro, in grandi recipienti, con l'aggiunta di foglie d'alloro: in tal modo, la famiglia disponeva di una riserva fino all'estate successiva. I "chiacòni" non si mordono ma si assaporano a lungo finché la mandorla, molto indurita dal processo di cottura, si ammorbidisce gradualmente mescolandosi alla dolcezza del fico. I "chiacòni" venivano regalati dalle mamme e dalle nonne ai figli e ai nipoti spesso in occasioni in cui si richiedeva un certo contegno, come nel caso della partecipazione alla Messa. Infatti, come spiega l'informatore, la necessità di assaporare lentamente il "chiacòne" per ammorbidire la durezza della mandorla, faceva sì che i bambini e le bambine restassero in silenzio, intenti a gustare il fico con la mandorla.