Saperi e tecniche
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Saperi sulla preparazione del torrone e dei biscotti con le mandorle
Nella mia pasticceria si preparano: "cheppète", "veschettìne cu giulèppe" (o "giulèbbe"), "biscotti della regina" e "tozzo". La preparazione prevede la tostatura delle mandorle spellate e tritate, la cottura separata dello zucchero fino a renderlo scuro e denso e, infine, la miscela dei due composti. Nell'ultima fase della preparazione occorre immergere le mani nel succo di limone e dare al composto la forma di piccoli ovali da lasciare asciugare all'aria prima dell'ultimo tocco costituito dalla copertura di glassa al cioccolato fondente. I "veschettìne cu giulèppe" sono biscotti a base di olio d'oliva ricoperti di glassa: il "giulèppe" o "giulèbbe" è composto di acqua, zucchero, uova e limone. Il "giulèppe", usato per molti dolci e non solo a Turi, deve avere una consistenza densa e, come dicevano le donne anziane, tenuto tra due dita, deve formare "il filo". I "veschettìne" hanno la particolare e caratteristica forma di due anelli di pasta preparati separatamente e poi uniti dalla glassa come simbolo dell'unione matrimoniale. Questi biscotti sono difficilmente rintracciabili al di fuori di Turi: ci sono in provincia di Bari città che annoverano nella loro tradizione gastronomica dolci simili ai "veschèttìne" ma di forma più grande e gonfia, diversi nella preparazione che comprende spesso anche le uova. Considerati forma e ingredienti, forse questi dolci della provincia sono più vicini ai cosiddetti "biscotti della regina" turesi. In origine il colore della carta era solo il bianco, così come uniche erano le occasioni di consumo: matrimoni e festività natalizie. Oggi, invece, si usano diversi colori per l'incarto in conseguenza dell'estensione delle occasioni anche ad altri eventi significativi della vita familiare o del paese (comunioni, cresime, festa patronale, ecc.). In passato, i dolci erano conservati nel cosiddetto "capasòne": una giara di terracotta smaltata che li manteneva freschi e ben conservati per un anno. Gli stessi dolci, oggi, se non conservati nel "capasòne", hanno una scadenza che arriva al massimo a tre mesi dal confezionamento. Il "tozzo" prende il suo nome dalla forma larga e corta e gli ingredienti sono fondamentalmente gli stessi che caratterizzano i dolci già visti: mandorle, cannella, limone; a differenza degli altri, il "tozzo" viene infarinato e cotto al forno, quindi immerso in un liquore aromatizzato (di solito al limone) e avvolto nella carta velina. "Cheppète" è termine dialettale che definisce un tipo di torrone di origine araba preparato con mandorle tostate, zucchero caramellato, cannella e scorza di limone grattugiata. I torroncini così ottenuti si contraddistinguono per la durezza.